martedì 8 novembre 2011

Perchè si uccidono.


E’ stata pubblicata su John's classic rock, il prestigioso blog di JJ, lettura d’obbligo per ogni amante del prog italiano, una mia recensione dell’album “Perché si uccidono” edito dalla Cinevox nel 1976 a nome dell'inesistente Il Reale Impero Britannico. La scheda dell’album è esauriente ma per chi ne volesse sapere di più naturalmente consiglio caldamente la lettura di “Goblin sette note in rosso”. Infatti nel libro viene raccontata per la prima volta la genesi ed i contenuti di questo disco che in realtà raccoglie musiche composte per tre pellicole diverse. Questa informazione, come molte altre ‘esclusive’ che trovate nel libro, è il frutto di approfonditi e decennali studi sul cinema, sulle colonne sonore e sui gruppi rock italiani, partendo non da dichiarazioni altrui (in primis quelle dei Goblin che non gradiscono che certe notizie siano divulgate e quindi preferiscono tacere o sviare) ma dalla conoscenza diretta della fonte primaria, vale a dire le pellicole e le incisioni, spesso a costo di dispendiose ricerche in tutto il mondo. Tanto per rimanere in tema, all’epoca della redazione del volume l’unica versione disponibile del film ‘Perché si uccidono’ era su una rarissima videocassetta argentina ed è quella che ho cercato e visionato ma questo vale per molte altre pellicole come ‘Amo non amo’ (vhs australiana) o ‘Povero Cristo’ (super8 polacco). D’altronde solo seguendo questa metodica rigorosa si evita di perpetuare errori, talvolta clamorosi.
Quando l’esame diretto della fonte non è stato sufficiente per chiarire i dubbi e nei pochissimi casi in cui non mi è stato possibile esaminarla perché per me ‘introvabile’ (con mio grandissimo rammarico ma la ricerca continua…) ho applicato, assumendomene il rischio, il principio di Conan Doyle (e di Sherlock Holmes) che  ogni buon argentiano conosce a memoria, secondo il quale in un’indagine “eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità”!!
Buona lettura.


venerdì 28 ottobre 2011

Prog Exhibition 2011. Recensione del festival.



Ad una settimana dal Prog Exhibition 2011 eccomi qui con la recensione dell’evento. Diciamo subito che le premesse non erano certo incoraggianti, visto lo sciopero del personale ferroviario proclamato proprio per la data della mia partenza (naturalmente con il biglietto del treno già acquistato) ed il nubifragio che ha sconvolto Roma il giorno prima della manifestazione. Gli organizzatori del Prog Exhibition mi avevano poi proposto di presentare ‘Goblin sette note in rosso’ nel corso del Festival, cosa poi sfumata per il mancato placet dei New Goblin, fatto che aveva sorpreso la gentile curatrice (alla quale il libro è piaciuto molto e che ringrazio per l’interesse) ma non il sottoscritto che ormai conosce bene i Goblin (sia New che Rebirth).
Per fortuna poi tutto è andato per il meglio. Il sole mi ha accompagnato a Roma, dove, tra passeggiate e ‘magnate’ sopraffine (grazie Silvana e Carlo), ho trascorso tre belle giornate.
Ma veniamo alla musica.

Prima serata 21 ottobre 2011

Un Teatro Tendastrisce semivuoto e con una temperatura ed un tasso di umidità ‘padani’ mi accoglie. Per Iaia De Capitani che fa da appassionata presentatrice e per gli altri organizzatori (compreso il direttore artistico Franz Di Cioccio, che si rivolge al pubblico con un “potrei salutarvi tutti personalmente”….) si tratta di un duro colpo, già preannunciato dalla scarsissima prevendita. Probabilmente altre persone avrebbero cancellato l’intera manifestazione ma al Prog Exhibition, non si ragiona in questi termini, si respira un’aria diversa che profuma di vera passione per la musica e di amicizia, per cui lo show ha inizio, puntuale, alle 20.

Aprono le danze i bolognesi Stereokimono, un terzetto per l’occasione in formazione quadrangolare, che propone un moderno prog rock a tratti cerebrale, in cui spicca la potenza della batterista Cristina Atzori.

Seguono gli Oak, nati come tribute band dei Jethro Tull ma ormai con un repertorio originale. Lo stile di riferimento però è rimasto quello ed è ben espresso dal cantante e polistrumentista Jerry Cutillo. Purtroppo la performance di Maartin Allcock, l’ospite ‘straniero’, è funestata da una serie di problemi alla pedaliera della chitarra elettrica. Un esibizione comunque non memorabile.

Jenny Sorrenti ed i Saint Just Again presentano materiale dal nuovo album, ‘Prog explosion’. La cantante, al’inizio visibilmente emozionata e tesa anche a livello vocale, si scioglie via via. La formazione dei Sant Just Again comprende nomi ben noti agli amanti della scena musicale italiana come il batterista Marcello Vento (che sembra uscito da un romanzo di Dumas o dalla fantasia di un autore cyberpunk) ed il tastierista Ernesto Vitolo. Sul finire dell’esibizione sale sul palco anche Alan Sorrenti (lontano dalla forma vocale degli anni ‘70 ma anche, per fortuna, dallo stato simil catatonico di alcune performance televisive) che si produce con la sorella in alcuni vocalizzi e poi in una versione di “Vorrei incontrarti” non esente da pecche. Ottimo invece l’apporto di un mimo che ben supporta visivamente la band.
   

Gli UT, formatisi da appena 15 giorni, deliziano il pubblico con splendide versioni di “Studio/XXII strada”, “I cavalieri del lago dell’Ontario”, “Nato adesso” e “Adagio” dal “Concerto Grosso”. La formazione che allinea oltre a Maurizio Salvi (grande all’hammond), Gianni Belleno (batteria), il bassista Massimo Gori (ex Latte e Miele), il chitarrista Claudio Cinquegrana ed il tastierista Andrea Perrozzi, si esibisce per appena una ventina di minuti ma è un esperimento che merita di proseguire.


Mentre si spengono le luci e vengono diffusi alcuni vocalizzi di YSsiana memoria, si avvicina al palco da una scaletta laterale il funambolico Gianni Leone, in tenuta eccentrica con copricapo sfolgorante. Parte così lo show de Il Balletto di Bronzo, in formazione triangolare con Ivano Salvatori al basso ed Alfondo Ramundo alla batteria. Accompagna il Balletto in due pezzi (“Introduzione” e “Plan it Earth”) Richard Sinclair che sfoggia con perizia una doppio manico (basso + chitarra) mentre la scaletta dello show include anche “Primo incontro” (sempre molto bella) e “Terzo incontro”, dal classicissimo ‘YS’. Terminato il concerto, Leone, intervistato da Iaia, dimostra, incredibile a dirsi, di essere ancora più veloce nel parlare che nel suonare la tastiera!! Un personaggio unico.


Il tempo di portare sul palco l’imponente batteria del mancino Furio (nomen omen) Chirico ed inizia l’esibizione degli Arti & Mestieri. Il gruppo per l’occasione è accompagnato anche dal chitarrista originario, Gigi Venegoni, che sorridente e chiaramente strafelice di essere con i vecchi compagni, propone alcuni buoni assoli e salta sul palco alla maniera di Pete Townshend. Il gruppo propone alcuni classici (Gravità, Articolazioni) ma lascia anche molto spazio ai singoli musicisti: ottimo il tastierista storico Beppe Crovella e a dir poco devastante il drumming di Chirico che sfoggia muscoli da culturista. In sostituzione dell’annunciato (ed ammalato) Darryl Way, il posto di guest star è affidato al sassofonista Mel Collins che accompagna la band italiana in “Strips” ed “Il figlio del barbiere”.

La prima giornata si conclude così, ben oltre mezzanotte, tra gli applausi di circa trecento spettatori.

Seconda serata 22 ottobre 2011
 
Dopo essere incappato qualche ora prima in Steve Hackett che gironzola fuori dall’albergo, mi reco al Teatro Tendastrisce per la seconda serata del Prog Exhibition. La venue si rivela più animata e ‘calda’ della serata precedente e nell’atrio saluto alcuni fan storici dei Goblin, felici (spero) acquirenti della prima edizione limitata del libro. Scambio anche poche parole con Simonetti, non so se infastidito per il fatto che sono comunque presente alla manifestazione od imbarazzato perché è circondato da salmodianti ai quali devo essere particolarmente inviso. Non me ne curo e mi fiondo nella sala, mancano infatti pochi minuti alle 20…

Tocca a Il Bacio della Medusa aprire degnamente la serata. La band, molto stimata, propone un prog rock con accenti hard, appena ingentiliti da Eva Morelli ai fiati ma l’elemento di spicco è il cantante Simone Cecchini che possiede una buona presenza scenica. Confesso di non aver mai ascoltato nulla del gruppo prima del Prog Exhibition e la breve performance non mi ha permesso di farmi un’idea precisa: non mi sono piaciuti eccessivamente ma nemmeno dispiaciuti, forse un po’ troppo pretenziosi.


Si cambia totalmente atmosfera con il cantante e chitarrista (italiano) Vic Vergeat ed i suoi Toad che imbastisce uno show rock blues, divertente ma certamente non prog. La band trova un valido supporto in Mel Collins, più a proprio agio rispetto alla sera precedente, visto il contesto musicale molto più aperto ed il set dei Toad scorre via veloce.


E’ quindi la volta dei Garybaldi, band storica genovese con in formazione Maurizio Cassinelli e Angelo Traverso ma priva però del chitarrista ‘simbolo’ Bambi Fossati, ammalato da tempo. Il gruppo propone per la prima volta dal vivo la suite “Moretto da Brescia” dall’album ‘Nuda’ e quindi chiama sul palcoscenico Marco Zoccheddu che si lancia con entusiasmo in “La mia scelta” dei Nuova Idea, gruppo in cui all’epoca militava. Nel complesso quella dei Garybaldi è un’esibizione piacevole ma decisamente nostalgica.


La nostalgia non è invece la chiave di lettura dei Biglietto per l’Inferno.folk, nuova incarnazione della mitica band che nel 1974 aveva consegnato alla storia uno dei LP più validi del panorama rock italiano. Della formazione originale sono rimasti il tastierista Giuseppe Cossa (diventato purtroppo cieco) ed il batterista Mauro Gnecchi ma al nuovo album, pubblicato nel 2010 hanno collaborato anche lo storico cantante (autore dei bei testi e flautista) Claudio Canali, ora monaco eremita e Giuseppe Banfi. La scelta di riarrangiare il repertorio del gruppo in un ottica folk, integrando gli strumenti elettrici con quelli tradizionali (mandolino, piffero, flauto, cornamusa, fisarmonica) mi aveva messo in allarme perché, lo confesso, sono nato e fondamentalmente  rimango, ‘rockettaro’. Lo show dei Biglietto per l’Inferno.folk mi ha fatto svanire però qualsiasi perplessità, anche perché dal vivo, come sempre, i suoni acquistano potenza. La nuova formazione ad otto elementi non ha mostrato sbavature ed ho apprezzato in modo articolare il chitarrista Franco Giaffreda, un vero talento e la cantante Mariolina Sala, capace di interpretare anche teatralmente brani come “Il tempo della semina”, “Il nevare” e la coinvolgente “Confessione”. L’arrivo sul palco del grande Martin Barre ha ulteriormente alzato il livello di elettricità, il musicista si è inserito da par suo nell’organico del Biglietto e poi ha pizzicato il magico riff di “Aqualung”, cantata da un emozionato Giaffreda.


A questo punto tocca ai New Goblin… I tecnici del palco (rapidissimi e bravi a gestire tutti gli inconvenienti che con diabolica puntualità si manifestano dopo ogni cambio di set) accentrano i ‘muri’ di tastiere di Simonetti e Guarini che riposano, da inizio serata, ai lati del palco ed ecco subito l’imprevisto: a Simonetti non funzionano una serie di campionamenti, tra cui quello del mellotron. La cosa va per le lunghe ed ai fan più tremebondi si affacciano gli spettri di Bottrop mentre Iaia cerca di far passare il tempo chiacchierando con l’imperturbabile Guarini. Nel corso delle due serate la presentatrice si è giustamente vantata che al Prog Exhibition i musicisti si esibiscono suonando tutto a mano, senza ‘clic’ e senza ricorrere a basi registrate ma per i New Goblin (ed anche i Rebirth) non è del tutto vero perché la band in qualche brano ricorre anche a basi ed effetti.
I New Goblin iniziano con “Magic thriller”, seguita da Mad puppet. La band sembra sentire il peso dell’essere headliner della serata conclusiva del Festival e di fronte ad un pubblico non completamente ‘di parte’. I musicisti rimangono concentrati, poche parole e praticamente nessuna divagazione anche per Simonetti, di solito più loquace e scherzoso che invece, dal punto di vista musicale, propone diverse azzeccate variazioni e spunti sui temi. Il tempo a disposizione della band non è molto, ulteriormente ridotto dagli inconvenienti tecnici iniziali e dall’annunciata jam session finale e quindi vengono eliminati dalla scaletta due brani (“Phenomena” e “Zaratozom”) ed anche “L’alba dei morti viventi” è ridotta di due terzi e fusa con “Zombi” mentre “Suspiria” viene in pratica suonata nella versione, più breve, del 45 giri. Completano il set list “Dr. Frankenstein” (l’esecuzione migliore dello show), “Roller”, “Goblin”, “Nonhosonno”, “Death farm” (con qualche inceppamento), “…e suono rock”. 
Simonetti introduce poi “un pezzo che non ha bisogno di presentazioni” e parte l’arpeggio di “Profondo rosso”. Nel finale entra dalla quinta di sinistra Steve Hackett, accolto da un boato, che impreziosisce il brano con alcuni assoli, tecnicamente non impegnativi ma che si inseriscono perfettamente nella composizione dei Goblin. Simonetti e Morante, in preda all’emozione, presentano il chitarrista inglese che si produce in un assolo ad effetto che funge da intro a “Watcher of the sky”. Penso che Simonetti in quel preciso istante abbia compiuto un salto all’indietro nel tempo di quarant’anni, ritornando quel ragazzo ventenne che in cantina provava con gli amici i brani dei Genesis, magari sognando di essere lui il tastierista della band inglese. Il ‘mellotron’ per fortuna funziona e tocca alla sezione ritmica dare l’incedere maestoso del brano che ha fornito l’ispirazione per l’inizio di “Zombi”. La scelta di includere Tani e Previtali nella formazione dei New Goblin, com’è noto, è stata molto criticata, così come certi atteggiamenti perennemente incazzosi tipicamente metal ma devo dire che l’impegno profuso dai due musicisti è comunque ineccepibile. Durante “Watcher of the skies” Morante praticamente smette di suonare ed osserva Hackett, quasi stupito della situazione. Si conclude così, tra le ovazioni, lo show dei New Goblin con Simonetti e Morante che fanno a gara per farsi fotografare assieme al musicista inglese.


Il Prog Exhibition però non finisce così, infatti inizia una super session che vede sul palcoscenico Maartin Allcock (alle tastiere, non funzionanti, una maledizione per il simpatico musicista!), David Sinclair, Mel Collins, Martin Barre, Steve Hackett e Franz Di Cioccio alla batteria. I musicisti danno vita ad una sgangherata ma divertente versione di “Locomotive breath” ed ad un blues alla “Crossroads” che è un pretesto per i vari assoli, il tutto per la gioia dei circa quattrocento spettatori presenti.

Mentre il pubblico inizia a defluire mi imbatto in Luciano Regoli, Marcello Vento, Jenny Sorrenti e nei componenti de Il Biglietto per l’Inferno che, disponibilissimi, autografano le ultime copie del loro LP ‘Tra l’assurdo e la ragione’. E’ l’una passata e me ne torno in albergo soddisfatto.

La mattina seguente ho come vicino di colazione il mitico Martin Barre, persona modestissima, come solo i grandissimi sanno essere. Ma non è finita. Mentre scendo con l’ascensore per fare il ceck out, si aprono le porte e mi ritrovo Maurizio Guarini. Naturalmente è d’obbligo una breve chiacchierata e Maurizio mi rivela che ‘Goblin sette note in rosso’ se lo è letto e gli è piaciuto: “è scritto bene, in modo obiettivo. Improponibile qualsiasi paragone con altri scritti”. Fa anche un paio di ulteriori considerazioni che tengo per me ma che mi fanno molto piacere.
Saluto Guarini, sempre pacato ed equilibrato ed intraprendo il viaggio di ritorno verso casa, ancora accompagnato dal sole. Il Prog Exhibition 2011 è davvero finito….

lunedì 24 ottobre 2011

News: 'Italian Progressive Rock Festival’ e 'Dracula 3D'.

Reduce dal Prog Exhibition 2011, di cui parlerò diffusamente nel prossimo post, riporto due aggiornamenti.
Sono andati esauriti i biglietti per il concerto da headliner dei (New) Goblin nel Club Città a Kawasaki, nonostante il prezzo non proprio economico: 140 euro! Al momento la data del 5 novembre è l’unica ad essere sold out nel ‘Italian Progressive Rock Festival’, a conferma di quanto avevo evidenziato (e consigliato) nel mio libro. Da notare che per i concerti degli Osanna e della PFM un’orchestra accompagnerà i gruppi. Gli Osanna riproporranno l’ottima colonna sonora del cult di Fernando Di Leo ‘Milano calibro 9’, oltre ad un ‘best of.’ La PFM terrà invece due show con scalette completamente diverse: “Stati di improvvisazione e anthology” e “Da Mozart a Celebration”.
Gli organizzatori hanno già preparato varie magliette promozionali (una per ogni gruppo, oltre a quella del Festival) e non è escluso che gli show trovino un riscontro anche discografico per il mercato giapponese.



Con riguardo invece a 'Dracula 3D' di Dario Argento, attualmente in post produzione, la partitura di Simonetti (nella foto alle prese con il ‘fantasmatico’ theremin) sarà orchestrale, come già annunciato ed i Daemonia realizzeranno il brano per i titoli di coda, come per 'La terza madre'. Speriamo bene.

giovedì 13 ottobre 2011

(PROG) NEWS


Novità ad una settimana dal Prog Exhibition 2011. I (New) Goblin eseguiranno con Steve Hackett un brano dei Goblin ed uno dei Genesis. I titoli sono ancora (e rimarranno) top secret ma si possono fare delle congetture. Vista l’attuale scaletta della band romana mi sembra che i brani maggiormente indiziati per un 'apporto' di Hackett siano Goblin e Aquaman. Per quanto riguarda il repertorio dei Genesis, tra i pezzi che Hackett esegue ancora dal vivo, penserei a Los endos. Sempre tra gli strumentali mi viene in mente anche After the ordeal e varie cose da ‘Wind and wuthering’. Certo Firth of the fifth sarebbe splendida ma assai più complessa.
Nella scaletta del 21 ottobre c’è poi una new entry: gli UT di Maurizio Salvi e Gianni Belleno. Una bella novità perché Salvi (chiamato ‘il piccolo Bach’ nei primi anni ’70 e difatti è diventato un apprezzato concertista nonché direttore d’orchestra) è un tastierista sopraffino e gli album ‘UT’ e ‘Canti d’innocenza, canti d’esperienza’, entrambi con Salvi e Belleno (nonché Nico Di Palo) sono i lavori che amo di più tra quelli realizzati dalla ‘grande famiglia’ dei New Trolls.


Per chi si fosse perso la diretta dello special su ‘Goblin sette note in rosso’ trasmesso da Radio Sherwood lo scorso 8 ottobre, segnalo che la puntata è disponibile in podcast collegandosi a questa pagina.
La parte dedicata ai Goblin inizia al minuto 56. Buon ascolto!!

domenica 9 ottobre 2011

‘GOBLIN SETTE NOTE IN ROSSO’ a RADIO SHERWOOD II.


Come preannunciato nel precedente post, ieri sono stato ospite di Radio Sherwood per uno special di un’ora dedicato a ‘Goblin sette note in rosso’. E’ stata un’esperienza piacevolissima e desidero ringraziare Stefano e Marco, i conduttori della trasmissione ‘A dispetto della discrezione’, che hanno dimostrato un sincero interesse per i libro ed una grande passione per il cinema e la musica degli anni ’70. Mi ha accompagnato in studio anche Diego, amico gobliniano da sempre, che ha partecipato attivamente alla discussione. Per l’occasione avevo preparato una scaletta studiata per far risaltare l’abilità dei Goblin in generi musicali diversi e che presentava anche alcuni inediti (le versioni dei titoli di testa di ‘Profondo rosso’ e ‘Suspiria’, stereo e prive di dialoghi/rumori, un outtake da 'Chi?', un medley veramente elettrizzante da ‘La via della droga’) ma che (tempo tiranno!) è stata programmata solo in parte. Si sa che quando ci si diverte il tempo vola… Grazie ancora Marco e Stefano!
   

lunedì 3 ottobre 2011

‘GOBLIN SETTE NOTE IN ROSSO’ a RADIO SHERWOOD


Sabato 8 ottobre, dalle ore 18 alle 19, sarò ospite della trasmissione ‘A dispetto della discrezione’ di Radio Sherwood, storica emittente radiofonica padovana (attiva sin dal 1976, l’anno di pubblicazione di Cherry Five, Perché si uccidono, Chi? e Roller!) che da qualche mese opera esclusivamente sul web. L’ora sarà interamente dedicata alla presentazione del libro ‘Goblin sette note in rosso’ e naturalmente sarà intervallata dall’ascolto di brani dei Goblin. Curerò personalmente la scaletta per cui aspettatevi brani inusuali, chicche e magari qualche inedito…
Potete ascoltare radio Sherwood in streaming collegandovi al sito:
Se poi avete quesiti gobliniani che vi tormentano da anni potrete telefonare in diretta allo (39) 049.9817423.

domenica 25 settembre 2011

NEW GOBLIN LIVE con STEVE HACKETT!

Sono stati annunciati gli ospiti internazionali che si esibiranno a fianco dei gruppi italiani nella seconda edizione del Prog Exhibition che si terrà a Roma, al Teatro TendaStrisce, il 21 ed il 22 ottobre 2011. Il mitico Steve Hackett, indimenticato chitarrista dei Genesis, sarà l’ospite d’eccezione dei New Goblin ed eseguirà con Simonetti e soci almeno un paio di brani, non si sa se dei Goblin o se tratti dal repertorio del periodo d’oro della band inglese.
Per quanto riguarda gli altri gruppi in cartellone gli abbinamenti sono: Darryl Way (Curved Air) / Arti e Mestieri; Richard Sinclair (Caravan) / Balletto di Bronzo; Martin Barre (Jethro Tull) / Biglietto per l’Inferno.folk. Niente male davvero!


domenica 11 settembre 2011

Goblin Rebirth live (con polemiche) al Progressivamente Festival.


 I Goblin…Rebirth hanno tenuto lo scorso 8 settembre il secondo concerto dalla loro costituzione, avvenuta nel dicembre del 2010. La band ha partecipato al Progressivamente Festival davanti ad un pubblico (pagante) non molto numeroso ma estremamente attento e soddisfatto. I Goblin…Rebirth, che si sono esibiti per circa un’ora e mezza, hanno dovuto accorciare la scaletta rispetto al concerto al Crossroad per lasciare posto al successivo show dei Murple, gruppo prog autore nel 1974 di un album concept e recentemente tornato sulle scene anche discografiche. I Rebirth hanno iniziato sulle note di Killer on the train ed hanno poi eseguito Buio omega, Aquaman, Mad puppet - Death dies, Dr. Frankenstein, La Chiesa, Tenebre, Goblin, L'alba dei morti viventi, Suspiria, Zombi, Profondo Rosso. Tutti gli occhi erano puntati come sempre su Pignatelli e Marangolo ma tra i nuovi componenti è stato particolarmente apprezzato il contributo di Anselmi, le cui qualità avevo già preconizzato in ‘Goblin sette note in rosso’. 


La partecipazione dei Goblin…Rebirth al Progressivamente Festival ha purtroppo avuto uno strascico decisamente sgradevole. Infatti il quotidiano romano Il Messaggero l’8 settembre ha pubblicizzato l’evento mettendo una foto live dei (New) Goblin in cui appaiono in primissimo piano Morante e Previtali e sullo sfondo Tani. La cosa è stata presa malissimo da Morante e Simonetti che hanno accusato, senza troppi giri di parole, i Rebirth di volersi fare pubblicità alle spalle dei (New) Goblin. Su FB Morante ha calcato ulteriormente la mano chiamando i Rebirth una cover band ed i (New) Goblin i veri ed originali Goblin.
La questione è delicata e complessa e, pur avendo le idee chiare in merito, non mi sembra opportuno trattarne in questa sede: lo farò senz’altro in futuro magari non su questo blog.
Quanto al caso concreto, è indubbio che l’incidente sia stato grave e quindi è comprensibile e giustificata la rabbia di Morante e Simonetti, acuita dal fatto (ma i due non l’hanno detto) che l’articolo parlava di un concerto dei Goblin. In tutta onestà credo però che l’errore sia imputabile esclusivamente alla superficialità dei giornalisti de Il Messaggero e che dietro a questa ‘svista’ non ci sia lo zampino (o “il suggerimento”) dei Rebirth. Penso inoltre che il 99% dei lettori del giornale non saprebbe distinguere in una foto Morante da Pignatelli… 


Divertenti (e sdrammatizzanti) invece le reazioni all’articolo (ed alla foto) di Previtali e Tani: il primo si è dichiarato comunque felice di essere finito sul giornale, il batterista ha detto di non essersi riconosciuto sul palcoscenico assieme ai Rebirth!

venerdì 9 settembre 2011

Tempo di Festival 2.


Preveggente?
In un precedente post dichiaravo che sarebbe stata una bella mossa per i (New) Goblin presentarsi alla seconda edizione del 'Prog Exhibition'. Dopo un paio di settimane è arrivato l’annuncio del cast della due giorni che vedrà, oltre ai Biglietto per l’Inferno.folk e Saint Just Again (come avevo preannunciato), anche Il Balletto di Bronzo, Garybaldi, Arti & Mestieri ed i (New) Goblin che faranno da headliner nella seconda serata, quella del 22 ottobre 2011. Nei prossimi giorni verranno annunciati anche gli ospiti stranieri che affiancheranno i principali gruppi italiani come 'special guest' in alcuni brani. Questa volta la sparo grossa, sapendo benissimo che è impossibile… ma non sarebbe fantastico vedere Keith Emerson suonare assieme ai (New) Goblin?


In “Goblin sette note in rosso” evidenziavo che i Goblin avrebbero fatto bene a concentrare l’attività concertistica in Giappone ed USA, Paesi con una industria discografica e cinematografica enormemente più ampia ed attiva rispetto all’Italia. E’ quindi con piacere che annuncio che i (New) Goblin terranno in novembre due concerti a Kawasaki. La band prenderà parte all’Italian Progressive Rock Festival, una quattro giorni che allinea oltre ai Goblin anche PFM, Osanna, Arti & Mestieri, Balletto di Bronzo e The Trip. I (New) Goblin faranno da ‘supporter’ assieme ai The Trip alla PFM nella serata del 4 novembre e da headliner (con opener Il Balletto di Bronzo e gli Arti & Mestieri) la sera del 5.
Splendido il flyer realizzato per l’evento: non c’è niente da fare i giapponesi sono imbattibili! 


mercoledì 7 settembre 2011

(New) Goblin live a Veruno.


Anche la partecipazione al “2 days prog + 1” è stata un successo per i (New) Goblin. La band, salita sul palco alle 23, ha snocciolato per poco meno di due ore l’usuale scaletta di classici (senza alcun nuovo inserimento) con grande potenza, grazie anche all’ottimo sistema di amplificazione predisposto dagli organizzatori e che Giuseppe Ranieri ha tarato su livelli di decibel elevati. Il pubblico ha apprezzato la resa anche se qualcuno ha osservato che sembrava più un concerto metal che progressive.
Insieme alla sezione ritmica di Previtali e Tani pure Morante ha sfoggiato un sound più hard del solito. Ottimo Guarini, rasato e con una maglietta senza maniche dell’amata Harley - Davidson. 

mercoledì 31 agosto 2011

Il concerto dei Goblin all'Italian Horror Fest.


Successo per il concerto che i (New) Goblin hanno tenuto a Nettuno, in Piazza San Rocco, la notte del 27 agosto, a conclusione della seconda edizione dell’Italian Horror Fest. Lo show ha potuto beneficiare, oltre che della scenografia ‘naturale’ della Piazza (con il Santuario a fare da quinta!) e dell’usuale impianto luci e video, anche di laser, fumi colorati, fuochi d’artificio finali e dell’apparizione dell’attrice Arianna Fadda che folle, sanguinante, brandendo un coltellaccio ed una testa mozzata, ha introdotto sulle note di ‘School at night’ l’esecuzione di ‘Profondo rosso’. Il concerto, iniziato a mezzanotte, ha visto i Goblin presentare l’usuale scaletta senza alcun brano inedito dal prossimo album, contrariamente a quanto ripetutamente annunciato dagli organizzatori del Festival. In prima fila tra gli spettatori Dario Argento (la prima volta per il maestro che in precedenza aveva assistito solamente ad un paio di esibizioni di Claudio Simonetti) ed Eli Roth che, gasatissimo, ha effettuato riprese con la sua videocamera ed ha applaudito a scena aperta i folletti. Speriamo che l'esperienza possa dare frutti in futuro…

martedì 16 agosto 2011

Tempo di Festival!

E’ ormai alle porte la stagione dei Festival che vedrà anche i Goblin tra i protagonisti.

Dal 22 al 27 agosto si terrà a Nettuno l’ “Italian Horror Fest” che vedrà ospiti del calibro di Eli Roth, Dario Argento, Lamberto Bava, Ruggero Deodato. I (New) Goblin si esibiranno il 27 agosto in Piazzale San Rocco: è previsto uno show di oltre due ore in cui la band presenterà in anteprima anche alcune composizioni inedite che faranno parte del nuovo album di prossima pubblicazione. Il concerto, gratuito!, sarà aperto dalle band femminile della Ratzingirls, gruppo in cui milita Giulia ‘Lollydolly’ Lolli, attuale compagna di Simonetti.


A Veruno dal 2 al 4 settembre andrà in scena il “2 days prog + 1”. Nel cast figurano anche Anathema, Maxophone, RPW. Lo show dei (New) Goblin preceduto da quelli de Il Tempio delle Clessidre e degli Arti & Mestieri (con ospiti Mel Collins e David Cross, entrambi ex King Crimson) si terrà in Piazzetta della Musica. Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero!



A Roma, dal 6 all’11 settembre, sarà invece la volta del “Progressivamente Festival” che, tra gli altri, ospiterà Three Friends (ex Gentle Giant), Orme, Banco del Mutuo Soccorso (le due band si esibiranno anche assieme, in un finale che si preannuncia pirotecnico), Locanda delle Fate. Collateralmente ai vari concerti si terranno anche incontri ed esposizioni molto interessanti. I Goblin Rebirth faranno da apripista ai riformati Murple la sera dell' 8 settembre ed il prezzo del biglietto è di 15 euro.
Sono sicuro che al concerto dei Three Friends non mancheranno Maurizio Guarini e Fabio Pignatelli…
Ultima ora: è saltata l'esibizione dei Three Friends al loro posto ci saranno i New Trolls di Di Palo / De Scalzi.


Da tempo si parla anche della seconda edizione del “Prog Exhibition” che l’anno scorso ha avuto un successo clamoroso, documentato anche su CD/DVD, con appassionati giunti da tutto il mondo. Quest’anno la manifestazione si terrà il 21 ed il 22 ottobre sempre al Teatro Tendastrisce di Roma. Il cast è top secret (al momento le uniche band ‘quasi’ certe sono quelle dei Biglietto per l’Inferno. folk e dei Saint Just Again).
Una magnifica occasione per i (New) Goblin per presentare il nuovo album dal vivo…..