lunedì 12 marzo 2012

Gobliniana 2. Il Reale Impero Britannico: "Perchè si uccidono".


Secondo post della serie ‘Gobliniana’, anch’esso ispirato ad una mia recensione, questa volta pubblicata su John's Classic Rock(http://classikrock.blogspot.com/2011/11/reale-impero-britannico-perche-si.html).
“Perché si uccidono” è un oggetto misterioso. Provate a fare una ricerca: nonostante questo disco interessi settori diffusamente indagati come quelli delle colonne sonore e del rock progressivo, le informazioni che otterrete sia dal web che dalla carta stampata saranno pochissime, in pratica sempre le stesse e molto imprecise. Sì perché per venire a capo di questo enigma, bisogna conoscere i Goblin come le proprie tasche, intuire le cose mai dette dai musicisti e filtrare quelle dette, sapersi muovere con sicurezza nel vastissimo campo minato della produzione cinematografica italiana.
La copertina dell’album riporta infatti ben poche informazioni: sul fronte, oltre al titolo, ad una anonima foto a colori tratta dalla pellicola ed all’indicazione “colonna sonora originale del film” c’è il logo ‘incoronato’ de “Il Reale Impero Britannico” e la dicitura “musica composta e diretta da Willy Brezza”, mentre sul retro sono indicati i titoli e gli autori di ogni brano, dati dai quali emerge che Willy Brezza ha in realtà composto solo le tracce presenti sul secondo lato e che quasi tutte quelle sul primo lato sono invece firmate da Frizzi, Simonetti, Morante, Pignatelli, Martino. L’etichetta riporta inoltre la data di pubblicazione dell’album: il 1976, anno di uscita nelle sale della pellicola. Tutto qui. 


Basandosi su questi pochi elementi, tutti i recensori susseguitisi nel corso dei decenni hanno affermato che il disco contiene la colonna sonora di ‘Perché si uccidono’, eseguita nel 1976 da una formazione parallela dei Goblin, una specie di ‘side project’ di breve durata in analogia con i ‘Cherry Five’. Le cose però non stanno così. In realtà l’album contiene materiale di provenienza eterogenea, composizioni incise dai Goblin nei primi mesi del 1975, nel medesimo periodo in cui il gruppo realizza lo score di “Profondo rosso”. In particolare sul ‘lato a’ troviamo quattro brani che sono il frutto di un esperimento tentato da Carlo Bixio, il produttore della Bixio/Cinevox, che affianca ai Goblin il musicista e compositore Fabio Frizzi, spronando i musicisti a realizzare composizioni da sfruttare in ambito cinematografico, come in effetti poi avviene. I brani in questione sono Epopea ed Epopea reprise, galoppate progressive in cui la melodia di sinth rievoca il Theme one nell’esecuzione dei Van Der Graaf Generator con mellotron, gong e batteria fragorosi; la delicata ballata per piano elettrico e chitarra acustica Ammoniaca e la dolce Edda per il flauto e soprattutto per la voce di Edda Dell’Orso, l’interprete dei passaggi più lirici delle partiture di Ennio Morricone. La ritmata e dance Kalu (già edita in precedenza) è invece tratta dalla colonna sonora di “Amore libero – Free love”, composta da Fabio Frizzi ed eseguita dai Goblin nel luglio del 1974. L’esperimento non dà altri frutti e Frizzi costituisce assieme a Franco Bixio e Vince Tempera i Bixio-Frizzi-Tempera, specializzati in colonne sonore e quindi riprende la carriera solista, sempre nell’ambito della musica applicata, avvalendosi sovente dell’ausilio dei componenti dei Goblin come musicisti da studio.
Il secondo lato contiene invece le composizioni firmate da Brezza per “Perché si uccidono” con arrangiamenti realizzati appositamente per l’album (pratica usuale nel campo della musica da film), diversi rispetto alle ‘film version’. My damned shit, interpretata da Tony Tartarini (all’epoca cantante dei Goblin ed infatti appare anche nella foto sul retro di “Profondo rosso”), è una canzone con un testo a tema (la ‘merda’ del titolo è chiaramente la droga) dall’impostazione melodica datata che richiama certi brani per i western all’italiana e nella pellicola è presente in varie versioni strumentali più apprezzabili. Si va decisamente meglio con le successive Dodici e un quarto (veramente grandiosa l’allucinante ‘film version’ rimasta inedita), Block (il pezzo migliore dell’album con assoli di chitarra elettrica e moog), R.I.B. (in cui il piano elettrico sembra anticipare le sonorità degli Alan Parsons Project), le esili Apotheke e Distrazioni, tutti brani in cui sono Simonetti e Morante a farsi apprezzare maggiormente.

‘Perché si uccidono’ è la prima ed unica opera cinematografica di Mauro Macario (figlio del celebre Erminio) che in seguito inciderà l’album “Amoropolis”, curerà per la RAI la regia televisiva di concerti rock e si dedicherà alla scrittura. Il film narra le vicende di Andrea, un giovane ribelle che rifiuta il padre capitalista e non sopporta l’ipocrisia della sorella ma che finisce invischiato nella droga per amore di Anna. La pellicola, pur ottenendo il visto di censura il 3 marzo 1975, viene proiettata per la prima volta il 30 marzo 1976 ed ottiene complessivamente appena 17.000 spettatori per poi sparire nel nulla, diventando chimera per i collezionisti.


La Cinevox dà alle stampe l’album, nel complesso abbastanza mediocre, in contemporanea con la distribuzione del film, quindi subito dopo la pubblicazione di “Cherry Five”. Anche in questa occasione, come per ‘Cherry Five’ l’etichetta decide di occultare i Goblin, sempre primi in classifica con “Profondo rosso”, attribuendo “Perché si uccidono” agli inesistenti “Il Reale Impero Britannico” anche se nei titoli di testa della pellicola è indicato correttamente “musica di Willy Brezza eseguita dal complesso Goblin” ed omettendo qualsiasi ulteriore indicazione sui contenuti ‘reali’ del disco.
E’ quanto mai curioso osservare che se si volesse mostrare una foto con la formazione dei fantomatici ‘Il Reale Impero Britannico’ bisognerebbe ricorrere a quella che compare sul retro del LP ‘Profondo rosso’. Mi ricordo che da ragazzino mi chiedevo chi fosse quel signore (sembrava più ‘grande’ degli altri quattro musicisti, probabilmente a causa della posa con pipa ed occhiali) appoggiato al camino del salotto di casa Morante. All’inizio pensai che si trattasse di Gaslini ma non ci assomigliava granché, solo molti anni dopo scoprii che era Antonio ‘Tony’ Tartarini che all’epoca di ‘Profondo rosso’ era il cantante dei Goblin (aveva reinciso Chery Five) ma che non aveva partecipato in alcun modo alle registrazioni della pellicola di Argento.
La Cinevox stampa ‘Perché si uccidono’ in una tiratura estremamente limitata, non superiore alle 1000 copie (ritengo 500), rendendolo così un ricercato e costoso pezzo da collezione per i cultori dei Goblin e più in generale per gli appassionati di rock progressivo e di musica per il cinema. Le quotazioni economiche di quest’album sono variate parecchio nel corso degli anni, mi ricordo che un appassionato americano si lamentava che ‘all’alba’ di Ebay (mi pare fosse nel 1996) un giapponese glielo aveva ‘soffiato’ spendendo 1500 dollari ma c’è stato chi nel 2004 se l’è cavata con appena 380 dollari. La settimana scorsa, sempre su Ebay, un collezionista l’ha acquistato per 810 sterline (pari a 965 euro e 1275 dollari).

Concludo dicendo che per me l’album ‘Perché si uccidono’ è indissolubilmente legato alla più memorabile ‘botta di culo’ che mi sia mai capitata come collezionista. Ma il post è già troppo lungo e questa storia ve la racconterò un’altra volta….

mercoledì 7 marzo 2012

GOBLINIANA 1. Rustichelli & Bordini: ‘Opera prima’.


Un mio intervento sul già segnalato blog ‘Verso la stratosfera’ (http://verso-la-stratosfera.blogspot.com/2012/02/rustichelli-e-bordini-opera-prima-1973.html) mi fornisce lo spunto per inaugurare questa nuova ‘rubrica’ in cui esaminerò alcune produzioni attinenti al mondo dei Goblin. Si parte con i Rustichelli & Bordini ed il loro unico LP ‘Opera prima’.
Paolo Rustichelli (figlio di Carlo, celebre compositore per il cinema) fonda nel 1971 la band dei Cammello Buck assieme a Carlo Bordini (batteria), Giuseppe Bellardinelli (chitarra) e Mauro Morlacchi (basso). I Cammello Buck partecipano nel maggio del 1972 al raduno pop di Villa Pamphili e lo stesso anno incidono per la IT alcuni brani rimasti inediti. 
Ecco una rarissima foto dei Cammello Buck:

Il contratto viene poi ceduto alla RCA e l’etichetta propone di realizzare un album come duo ai soli Rustichelli e Bordini (che avevano fatto addirittura da supporter ai Cream!) sulla scia di Hardin & York. 'Opera prima' viene pubblicato dalla RCA nell’aprile del 1973: il lavoro si distingue per l’ottima performance di Rustichelli che predilige pianoforte ed Hammond ed utilizza il Mellotron per le orchestrazioni ed il sinth VCS3 per poche coloriture, supportato dal tocco morbido Bordini. 'Opera prima' contiene sei brani con durata dai cinque ai nove minuti, tra i quali si distinguono le strumentali ‘Natività’ (che ispira la bella copertina, assolutamente non prog ma assai suggestiva), ‘Cammellandia’ (tributo alla vecchia band) e tra i brani cantati (da Rustichelli) trovo splendida la toccante ‘Dolce sorella’.
Dopo la pubblicazione dell’album, Rustichelli e Bordini prendono parte alla popolare trasmissione radiofonica Per voi giovani, partecipando inoltre al III° Festival dell’Avanguardia di Napoli ed alla III° Rassegna di Musica Contemporanea di Civitanova Marche e quindi si separano.
Successivamente Carlo Bordini entra nei Goblin con i quali incide l’album ‘Cherry Five’ ma fuoriesce dal gruppo prima delle registrazioni di ‘Profondo rosso’, sostituito da Walter Martino. Rustichelli e Bordini tentano di rimettere in piedi il gruppo nel 1976 ma la cosa non ha seguito.
Rustichelli si è in seguito dedicato alle colonne sonore ed ha realizzato vari album come solista (tra tutti ‘Mystic jazz’ con ospiti del calibro di Miles Davis, Carlos Santana, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Andy Summers).
Bordini ha collaborato con diversi musicisti pop, blues e jazz e si è diplomato in strumenti a percussione presso il conservatorio Alfredo Casella dell'Aquila, intraprendendo una carriera parallela nell’ambito della musica lirica e sinfonica con celebri istituzioni come l'orchestra nazionale di S. Cecilia, l'orchestra sinfonica della R.A.I., l'orchestra del teatro di S. Carlo a Napoli e l'orchestra del teatro dell'opera di Roma. Nel 2008 ha costituito assieme al tastierista Gianluca De Rossi il duo De Rossi & Bordini che ha inciso due brani per gli album tributo ‘Inferno’ e ‘Paradiso’ realizzati dall’etichetta Colossus. De Rossi & Bordini parevano intenzionati a dare un seguito ad ‘Opera prima’ e su Youtube sono presenti un paio di filmati in cui il duo riprende i brani tratti da quell’album (Cammellandia http://www.youtube.com/watch?v=K_7yCluyEdU&feature=related e http://www.youtube.com/watch?v=2QBVPkYZyao&feature=related) ma il progetto sembra essersi arenato...


Colgo l’occasione per salutare Gianluca De Rossi  (a destra nella foto assieme a Bordini) al quale ho ‘inconsapevolmente’ venduto una copia del mio libro e che si è rivelato un grande fan dei Goblin. Gianluca si è dichiarato onorato di essere stato citato in ‘Goblin sette note in rosso’ ma sono io che gli sono grato per il suo qualificato apprezzamento.

venerdì 2 marzo 2012

Esce ‘Live in Roma’ dei New Goblin.



Da martedì 6 marzo sarà disponibile il doppio CD dei New Goblin “Live in Roma”. La band ha rilasciato il seguente comunicato stampa:
“Siamo lieti di annunciare al pubblico che il 6 marzo 2012 uscirà il nostro 1° CD doppio “Live in Roma”, registrato a Roma durante un tour europeo di 20 [10] date. Il doppio CD comprende 18 brani tratti dai migliori album del gruppo con la seguente lineup: Massimo Morante (chitarra) e Claudio Simonetti (tastiere) fondatori dei Goblin, Maurizio Guarini (tastiere) nei Goblin dal 1976 [1975], Bruno Previtali (basso), Titta Tani (batteria).”.
“Live in Roma”, pubblicato dall’etichetta No Music No Life e distribuito dalla Self, è già in vendita presso i principali negozi ad un prezzo di circa 16 euro (11,91 su Amazon). Il CD è realizzato in formato digipack ma prossimamente sarà disponibile anche in vinile come doppio LP edito dall'etichetta BTF/AMS. 


domenica 26 febbraio 2012

‘Goblin sette note in rosso’: l’ ‘Introduzione’.

Secondo post per salutare l’anniversario della pubblicazione della prima edizione limitata (e subito esaurita) di ‘Goblin sette note in rosso’. Il volume attualmente in vendita è la seconda edizione, edita nel mese di aprile 2011. Rispetto alla prima edizione ho apportato qualche lieve modifica e l'ho aggiornato al marzo 2011. 
Ecco le pagine introduttive di ‘Goblin sette note in rosso’: buona lettura!!


sabato 18 febbraio 2012

‘Goblin sette note in rosso’ compie un anno!!

Il blog ‘Goblin sette note in rosso’ è on-line da un anno! Il sito con una media di oltre un centinaio di contatti giornalieri, è diventato per gli appassionati dei Goblin (in primis italiani, statunitensi, tedeschi e giapponesi) il luogo principale (assieme alla pagina FB creata da Roberto Attanasio) in cui trovare informazioni e news sul mondo gobliniano. In un anno ho pubblicato una sessantina di post e, nonostante gli impegni, cercherò di mantenere sempre aggiornato il sito, riportando tutto ciò che ritengo possa interessare ad un fan: date dei concerti, pubblicazioni di dischi, recensioni. La formula del blog imporrebbe interventi brevi ma sto pensando di inserire anche qualche articolo più sostanzioso ed impegnativo, dedicato ad approfondire un determinato disco o pellicola. Vedremo.

 Naturalmente in febbraio cade anche il primo compleanno del libro ‘Goblin sette note in rosso’. Mi sembra di rivivere l’emozione incredibile che ho provato aprendo il plico, pesantissimo (una settantina di chili), con le cinquanta copie della prima edizione del libro che mi aveva accompagnato per più di dieci anni (!) e che avevo curato (come un figlio !!), in ogni dettaglio, non solo nei testi ma anche nella grafica, tanto da decidere addirittura di autoprodurlo. Il libro è stato apprezzato oltre misura dai fan che da tempo immemore attendevano un volume che raccontasse in modo obiettivo, rigoroso e completo l’intricata storia dei Goblin. In questo anno ho ricevuto attestati di stima e di sincera amicizia dai lettori che hanno riconosciuto l’impegno e l’amore che ho messo in questo mio lavoro. Dirò di più, non un solo lettore mi ha mosso critiche, grazie! Certo c’è stato pure qualcuno che non ha gradito la pubblicazione di ‘Goblin sette note in rosso’ ed ha tentato con mezzi meschini di ostacolare la diffusione di informazioni sul libro, evidentemente ritenendo i fan degli sprovveduti che non comunicano tra di loro ed incapaci di giudicare autonomamente un’opera.
In molti mi hanno invece chiesto come mai i componenti dei Goblin abbiano abbracciato l’alchimistico ‘silentium’ (Varelli docet) e se il libro gli sia piaciuto. Rispondo semplicemente che non lo so. Naturalmente ho una mia opinione ma, in assenza di un riscontro con i diretti interessati (tranne Guarini che ringrazio di cuore per le belle parole), al momento preferisco non esprimerla pubblicamente, anche perché probabilmente scatenerebbe un vespaio…
Dato che sono in vena di ricordi, ne approfitto per pubblicare alcune bozze della copertina da me ideate nel corso degli anni.
Questa, acerba e poco originale, è del 2002, anno in cui un editore si dichiarò interessato a pubblicare il libro ma non volli accettare le sue condizioni. Il titolo all’epoca era ‘Goblin il suono della paura’:


Quest’altra, decisamente più bella, l’avevo creata nel 2009. Il titolo era leggermente cambiato, diventando ‘Goblin la musica della paura’:





sabato 11 febbraio 2012

Le ristampe di 'Patrick' e 'Contamination'.


L’etichetta milanese AMS ha ristampato gli LP dei Goblin 'Patrick' e 'Contamination'. 

Si tratta della prima ristampa in vinile (da 180 gr) dei due album che, successivamente alle edizioni originali della Cinevox (rispettivamente del 1979 e del 1980), erano stati riediti solamente su CD, prima in Giappone dalla SLC e poi dalla stessa Cinevox in versioni ampliate, arricchite da inediti.  


Le ristampe della AMS riproducono fedelmente le copertine delle edizioni originali, comprese le etichette.


La AMS ha messo in vendita 'Patrick' e 'Contamination' a 20 euro, gli originali sono quotati circa 50 euro ma non sono di facilissima reperibilità al di fuori di e-bay.


martedì 31 gennaio 2012

‘Goblin sette note in rosso’ alla New York Public Library for the Performing Arts.



Sono orgoglioso di comunicare che ‘Goblin sette note in rosso’ è stato acquisito nella collezione permanente della New York Public Library for the Performing Arts, la più grande biblioteca al mondo dedicata allo spettacolo. Sono rimasto felicemente sorpreso quando ho appreso che il mio volume è stato acquistato da questa prestigiosa struttura pubblica ed inserito per la consultazione (collocazione JMG 11-191!!) nella Sezione Musica. Sono davvero onorato. I fan newyorkesi hanno quindi la possibilità di visionare il libro! Se mi troverò a New York non mancherò certo di fare un salto al Lincoln Center Plaza, terzo piano…

venerdì 27 gennaio 2012

New Goblin “Live in Roma”.



“Live in Roma” dei New Goblin verrà pubblicato il 7 febbraio 2012. Il CD, come già annunciato, presenta il concerto effettuato il 22 febbraio 2011 all’Alpheus e sarà distribuito dalla Self. 
Per la prossima primavera è previsto inoltre il ritorno sui palcoscenici della band.



lunedì 23 gennaio 2012

GOBLIN MEGACOMPILATION su ‘VERSO LA STRATOSFERA’


Segnalo che sul blog “Verso la stratosfera”, magnifico sito dedicato al progressivo italiano, è stato pubblicato il volume 30 della serie ‘45 giri rari del rock progressivo italiano’, dedicato interamente ai Goblin ed a Claudio Simonetti. Si tratta di una quintupla compilation con tre ‘CD’ per i Goblin che raggruppano esecuzioni live, singoli, collaborazioni e con due 'CD' per Simonetti, in cui vengono esplorate anche le produzioni nell’ambito della ‘disco music’, spesso tralasciate. L’antologia raccoglie esclusivamente materiale reperito su YouTube con una selezione in ordine cronologico che cerca di contemperare rarità e valore musicale. Dato che la fonte primigenia è YouTube, la qualità audio è variabile, dipendendo da chi eseguì a suo tempo l’upload. Un monumentale sampler pensato per chi vuole approfondire il ‘mondo dei Goblin’ ma che potrà piacere anche agli appassionati più esperti.
Ecco il link:


Vi ricordo che su “Verso la stratosfera” sono stati postati introvabili e storicamente importantissimi concerti di artisti italiani di rock progressivo (Battiato, Le Orme, Banco del Mutuo Soccorso, Latte & Miele, solo per citare gli ultimi) e si spera che molti altri seguiranno in futuro. Registrazioni degli anni ’70, sino ad oggi introvabili, messe a disposizione da collezionisti allo scopo di diffondere e preservare la cultura musicale di quella magica ed irripetibile epoca del rock italiano.

martedì 17 gennaio 2012

New Goblin live in Japan. Informazioni supplementari sui CD bootleg.

Alcuni lettori mi hanno chiesto maggiori informazioni sui CD bootleg contenenti le esibizioni dei New Goblin all’Italian Progressive Rock Festival di Kawasaki ed ho pensato di postare le risposte anche sul blog perché magari la cosa può interessare ad  altri.


La “Wildlife Records” ha edito due doppi CD ‘Inferno’ con il concerto del 4 novembre 2011 e ‘Vulcano’, con quello del 5 novembre. Diciamo subito che la qualità audio dei due prodotti è ottima e direi proprio che non si tratta di una registrazione effettuata dal pubblico come indicato sulla copertina (forse per evitare di mettere nei guai chi ha passato il materiale). I due show sono riportati nella loro interezza, compresi i dialoghi con il pubblico (silenzioso ed attento) e la presentazione dei musicisti. Si sentono quindi anche le ‘sbavature’ nelle esecuzioni (cose che spariscono nei prodotti ufficiali), compreso un inconveniente non da poco nel concerto del 5 novembre con i New Goblin costretti a interrompere l’opener 'Magic thriller' ed a riprenderla dall’inizio perché senza e fuori sync. La grafica è pressoché identica per Inferno e Vulcano, una foto di una copertina in pelle (nera/color cuoio) con il logo dorato dei New Goblin (ma senza 'New') e sul verso cinque piccole foto in b/n dei musicisti. I CD non sono picture ma riportano il logo  come se si trattasse di prodotti ufficiali (con tanto di avvertenze sul copyright!). Le scalette dei due concerti sono identiche ma lo show del 5 novembre, quello da headliner, presenta due brani in più: i bis Zaratozom ed Aquaman. In pratica è quindi la  stessa track-list dell’imminente ‘Live in Roma’. ‘Inferno / Vulcano’ sono disponibili anche in un quadruplo CD e sono inseriti nei cofanetti quadrupli e quintupli che racchiudono tutti i concerti che si sono tenuti nelle giornate del 4 e del 5 novembre.


Un’altra label, la See No Evil, ha pubblicato il triplo CD ‘Suspiria to behind the core’ che contiene i due concerti dei New Goblin del 4 e 5 novembre. La qualità audio anche in questo caso è molto buona ma leggermente inferiore a quella dei prodotti della Wildlife Records ed in particolar modo con riguardo al concerto del 5 novembre. Sono però inserite cinque registrazioni alternative (di Roller, Goblin, L’alba dei morti viventi / Zombi, Suspiria, Profondo rosso, dal concerto del 4 novembre) indicate come provenienti da altra fonte e con una qualità del suono da ‘prodotto ufficiale’. La copertina presenta una foto in bianco e nero ed in controluce dei New Goblin in concerto in cui si distingue Morante. I tre CD sono custoditi in un jewel case ‘vecchio tipo’ come quelli per gli album doppi degli anni ’90 (ad esempio ‘Delicate sound of thunder’ dei Pink Floyd) e nelle ante trasparenti ci sono due immagini di Previtali. Anche in questo caso i CD non sono picture.


Se devo essere sincero tutti questi prodotti non mi danno l’idea di essere stati realizzati in Giappone ma molto più vicino a noi, anche se sono disponibili pressoché esclusivamente da rivenditori giapponesi. Per chi volesse acquistarli, consiglio di prestare la massima attenzione. Su e-bay alcuni inserzionisti approfittatori vendono ‘Inferno / Vulcano’ e ‘Suspiria to behind the core’ a quasi 150 dollari l’uno. In realtà il loro prezzo è di circa 50 euro (35 euro per i CD doppi). Volendo dare un parere ad un appassionato interessato ad un solo acquisto, opterei per il quadruplo ‘Inferno / Vulcano’, considerato il rapporto qualità-prezzo.

Poiché ‘chi di bootleg ferisce di bootleg perisce’ vi segnalo che su ‘Verso la stratosfera’, blog strapieno di materiale interessante e raro sui gruppi prog italiani, potete trovare informazioni e link per scaricare il concerto giapponese dei New Goblin del 5 novembre 2011 e gli altri concerti di PFM, Osanna, Arti & Mestieri, Balletto di Bronzo all’Italian Progressive Rock Festival.


domenica 8 gennaio 2012

(New) Goblin (Rebirth) in arrivo gli album dal vivo.

I New Goblin hanno annunciato la pubblicazione in febbraio dell’album “Live in Roma” con la registrazione del concerto tenuto all’Alpheus il 18 febbraio 2011. Contrariamente a quanto affermato in precedenza dagli stessi New Goblin, non verrà incluso anche il DVD con la performance del gruppo immortalata dal regista Luigi Pastore ma il dischetto potrebbe (ri)comparire in futuro, magari quale bonus di qualche altro prodotto. La scaletta del ‘Live in Roma’ è quella ormai usuale dei New Goblin ed allinea: Magic thriller; Mad puppet; Dr. Frankenstein; Roller; E suono Rock; Aquaman; Non ho sonno - Death farm; Goblin; L'alba dei morti viventi - Zombi; Suspiria; Tenebre; Phenomena; School at night - Profondo rosso; Zaratozom.
Non si hanno notizie certe, invece, sulla pubblicazione, inizialmente prevista per lo scorso ottobre, dell’album di inediti.



Anche i Goblin Rebirth si accingono a ‘sfornare’ il loro live, registrato al Crossroads il 22 aprile 2011. Fabio Pignatelli ha incaricato una vecchia conoscenza dei Goblin di realizzare un nuovo logo con un diverso lettering. Ho visto i primi bozzetti e mi sembra che l'idea di base sia azzeccata. Ottima cosa che Pignatelli si sia rivolto ad un talentuoso artista e non abbia optato per computer e Photoshop i cui deleteri risultati sono visibili su molte cover. Spero vivamente che l’ottima scelta artistica coinvolga anche l’artwork della copertina.
Per non rovinare la sorpresa ai fan mi limito a dire che il look del perfido baby folletto è totalmente nuovo e che non suona più il violino ma uno strumento molto più suspiriano. Per il lettering si sta invece pensando ad uno stile più moderno ma con reminescenze 'alla Roger Dean’, certe passioni, si sa, non passano mai…